Fabrizio Alessandrini: musicista, musicoterapeuta.Alessandra Berardi è poetessa e umorista. Partecipa ai progetti dell’etichetta Riso Rosa e a quelli dell’Opificio di Letteratura Potenziale. Ha pubblicato “Rime Tempestose” (col gruppo Bufala Cosmica,  Sperling & Kupfer 1992), “Ragazze, non fate versi” (con Daniela Rossi,  Zona 1999), Patate su Marte (d’if 2002), “Cogli l’ottimo: euforismi & aforismi” (Alberto Perdisa 2007), “Ex voto” (d’if 2007). Scrive e interpreta spettacoli per grandi e bambini. È fra gli autori del programma di Raidue “L’Albero Azzurro”. È del 2008 il cd delle sue canzoni (per le musiche di Marco Bigi) “Il vento del divertimento” (Raitrade).

Aleksandar Caric: Musicista Polistrumentista, One-man band, attore. Nato a Novi Sad, Serbia, 1964, vive a Roma. Dal 2003 è Direttore artistico del “Festival Ulicnih Sviraca” a Novi Sad, l’unico festival di teatro e musica di strada in Serbia. Dal 2006 insegna in alcune scuole elementari a Roma nell’ambito di progetto Mus-e sostenuto da International Yehudi Menuhin Foundation. Si occupa di musica e teatro nelle forme più diverse, con l’accento sul teatro di strada e sulla musica improvvisata. Dal dicembre 2006 si è esibito in Brasile, Portogallo, Croazia, Slovenia, Macedonia, Germania, Marocco, Armenia, Serbia, Italia, come solista o con Serena Galella (Tatamata Teatro), con Roberto Bellatalla e “Les Etoiles de Essaouira”, con “Cortejo Afro” e altri musicisti e collaboratori.

Alessandro Catà è nato a Porto San Giorgio nel 1951. È redattore della Collana di Poesia Contemporanea Niebo di Milano. Conferenze e pubbliche letture alla Facoltà di Filosofia di Urbino, alla Palazzina Liberty di Milano, al Centro Studi Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado, all’edizione 2007 di Parcopoesia di Riccione. Suoi scritti e scritti riguardanti il suo lavoro sono stati pubblicati sulle riviste: «Poesia», «Origini», «Tracce», «Confini», etc.  È autore dei libri di poesia “Blocco riassunto” (Corpo 10, Milano 1991) e “L’ordine del respiro” (La Vita Felice, Milano 2007). Ha pubblicato la prosa “Ascoli” (Narciso, Monza 1995) e l’antologia “La luce” (Ila Palma, Palermo 2000). Nel 1991 e nel 1994 ha curato, per le edizioni Trifalco di Roma, due antologie poetiche sui temi della Notte e del Viaggio. È autore di scritti e installazioni scientifiche riguardanti la natura e la misura della velocità della luce. Insegna fisica.
Patrizia Cavalli è nata a Todi e vive a Roma dove si è laureata in filosofia con una tesi di estetica della musica. Ha pubblicato presso l’editore Einaudi “Le mia poesie non cambieranno il mondo” (1974); “Il cielo” (1981); “Poesie” (1992), che riunisce insieme una nuova raccolta “L’io singolare proprio mio” e i due precedenti volumi; “Sempre aperto teatro” (Premio Viareggio, 1999), il poemetto “La Guardiana” (edizioni Nottetempo, 2005) e infine “Pigre divinità e pigra sorte” (Einaudi, 2006) con il quale ha vinto i premi Pasolini, Dessì e Lerici Pea. Ha scritto radiodrammi per la RAI e ha tradotto per il teatro Shakespeare (“La tempesta” e “Sogno di una notte d’estate”, Einaudi,1996), Molière (“Anfitrione”, Feltrinelli, 1984, di prossima ristampa presso Einaudi), Wilde (“Salome”, Mondadori, 2002) e in versione ritmica “La tragedie de Carmen” di Peter Brook, tratta dalla “Carmen” di Bizet. Le sue poesie sono state tradotte in varie lingue tra cui il francese, l’inglese, lo spagnolo e il tedesco.

Valerio Cuccaroni
: nato ad Ancona nel 1977, si è laureato in Lettere moderne con la tesi “Un poeta neovolgare. Franco Scataglini nella poesia italiana del secondo Novecento” (Premio Montale 2002, pubblicata nel webmagazine Fucine Mute). È dottore di ricerca in Italianistica all’Università di Bologna e Paris IV-Sorbonne. Come giornalista ha lavorato a Parigi nel Servizio di Conferenze e Convegni in Storia dell’Arte dell’Auditorium del Museo del Louvre e nella redazione di «Le monde diplomatique», svolgendo in seguito traduzioni per l’edizione italiana. Attualmente collabora con «Il Messaggero» e «Poesia». Ha pubblicato numerose recensioni, articoli, saggi, la silloge poetica “Melodiche a” (in AA.VV., Piccoli fuochi, Comune di Ancona, 1998) e il romanzo breve Gli anni dei padroni (ne «l’immaginazione», n. 204, 2004). Suoi versi sono apparsi in diversi siti, riviste e nel poema collettivo “elmotell blues” (Navarra, 2007). Nel 2003 ha fondato l’Associazione NIE WIEM di Ancona, con cui organizza laboratori di scrittura nelle carceri e nelle comunità terapeutiche per persone affette da disagio psichico (progetto “La parola che cura”), il Poesia Festival “La punta della lingua” e il concorso nazionale per cortometraggi “Corto Dorico”.Guido Garufi, critico letterario e poeta, è nato a Macerata nel 1949. Ha pubblicato saggi e monografie su autori del ‘900 come Leopardi, Montale, Pascoli, Campana e Gozzano. Ha tradotto da Keats e alcuni autori latini per Bompiani. È autore di una grande antologia sull’attività letteraria nelle Marche, “Poeti delle Marche. Il Novecento” (1997). Per la poesia, finalista in diversi premi, come il “Betocchi”, “Montale”, “Camajore” e “Viareggio”, ha scritto “Hortus” (1982), “Conversazione presunta” (1987) con una nota di Vittorio Sereni, “Canzoniere minore” (1997) e “Lo scriba e l’angelo” (2003) entrambi usciti per i tipi di Rosellina Archinto a Milano,  con una introduzione di Mario Luzi. È stato tradotto in spagnolo e in inglese nella antologia curata dallo scrittore Desmond O’ Grady a Cambridge. Ha collaborato come autore di testi a RAI 1, RAI 2 e Mediaset. Presiede il premio internazionale di Poesia “Europe” insieme a Bernard Noel e Vaan Der Torn.

Massimo Gezzi: nato nel 1976 a Sant’Elpidio a Mare (AP), vive in Svizzera dove è assistente alla cattedra di Letteratura Italiana all’Università di Berna. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filologia Moderna presso l’Università di Pavia con una tesi sul diario in versi nella poesia del Novecento italiano. Nel 2002 ha vinto il Premio Internazionale Montale per la tesi di laurea sulla poesia di Bartolo Cattafi. È redattore della rivista di poesia, critica e letteratura «Atelier» e collabora con altre riviste letterarie e telematiche. Ha tradotto dall’inglese (S. Morrissey, R. Layman) e dal francese (L. Aragon). Come poeta ha pubblicato, oltre che in varie riviste italiane («Nuovi Argomenti», «Specchio della Stampa», «Ore Piccole») e internazionali («Cuadernos del Matematico», Spagna; «YIP» e «STR», Usa; «Ars», Albania), il libro Il mare a destra (Edizioni Atelier, Borgomanero 2004), ed è incluso in Nuovi poeti italiani, numero monografico della rivista «Nuova Corrente» (135, 2005) curato da Paolo Zublena; una seconda silloge di versi è inclusa in F. Buffoni (a cura di), Nono quaderno italiano (Marcos y Marcos, Milano 2006).

Rosetta Martellini si diploma alla scuola di formazione professionale per attori “Sangallo” e studia sotto la guida del maestro F.Ferrarone del Teatro Stabile di Torino. Nel 2004 per la produzione di Inteatro Polverigi interpreta Deborah in “Una specie di Alaska” di H.Pinter per la regia di Giles Smith del Royal National Theatre e con lo spettacolo “Donne in tempo di guerra” da Le Troiane di Euripide, prodotto da Cooperativa Teatrale Dioniso e da Vicolo Corto, per la regia di Claudio Collovà partecipa al Festival Internazionale di Polverigi, al Festival Kals’art di Palermo e al Festival Unidram di Potsdam-Berlino. Dal 2000 lavora con la compagnia del Teatro Stabile delle Marche, nella cui scuola dal 2004 insegna dizione. Per le celebrazioni leopardiane del bicentenario presenta “E come il vento” con il quartetto di flauti “Les flutes joyeuses” per la regia di C. Cinelli. Ha registrato per RADIOTRE con “Les Flutes Joyeuses” “Canto per Giacomo”  partitura originale per voce recitante e quartetto di flauti di Samori. Dopo lo spettacolo su Paolina Leopardi, presentato nel programma radiofonico “Via Asiago 10” (RADIOUNO), inizia la collaborazione con il Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati per il quale partecipa a numerosi Recital leopardiani in Italia e all’estero.

Giuliano Mesa (1957) ha pubblicato le seguenti raccolte di versi: “Schedario, poesie 1973-1977”, Geiger, Torino, 1978 (seconda edizione nella collana di e-book di Biagio Cepollaro, 2005); “I loro scritti. Poesie 1985-1991”, Quasar, Roma, 1992; “Improvviso e dopo. Poesie 1992-1995”, Anterem, Verona, 1997; “Quattro quaderni”, Zona, Lavagna, 2000; “Chissà. Poesie 1999-2000”, d’If, Napoli, 2002; “1,6,7” [da Nun], La Camera Verde, Roma, 2007; “Tiresia (2000-2001)”, opera per poesia e musica elettronica in collaborazione con Agostino Di Scipio, La Camera Verde, Roma, 2008.

Rayl Patzak (alias Rayl Da P-Jay) porta la poesia nelle sale da ballo. L’unico dj di poesia al mondo è famoso per mescolare poesie con musica elettronica in modo da far ballare le persone con la poesia nei locali. Da Shakespeare, Schiller, Goethe fino alle più recenti tendenze della slam-, rap- e dub-poetry. Patzak ha portato i suoi spettacoli di poetry-dj nei locali, teatri e festival di tutta Europa, in Scandinavia e negli Stati Uniti. I suoi party di poesia hanno divertito persone in molti luoghi esotici, come la Opera House a Detroit, al Teatro Blanco a Barcellona, “Nuyorican Poets Cafe” di New York, il leggendario Stratford East Theatre di London o nella Skyline Arena di Chicago. Rayl Patzak è stato il DJ ufficiale degli Slam nazionali in tutti i continenti europei e gli Stati Uniti. È stato il DJ ufficiale del Poetry Slam World Championships 2004 e 2005 a Rotterdam e nel 2007 a Parigi. Nella sua rubrica “Der Poesie DJ spricht…” su Claudio.de (Burda Verlag) ogni settimana presenta le nuove produzioni di spoken word music (http://www.poetry.claudio.de).Rayl Patzak ha realizzato due album: P-Jays Delight. Poems For The Deranged e Europe Speaks. Nella primavera 2008 ha realizzato un nuovo album da solista con 16 tracce poetiche, in collaborazione con molti artisti internazionali di spoken word.

Umberto Piersanti è nato ad Urbino nel 1941 e nella Università della sua città insegna Sociologia della Letteratura. Le sue raccolte poetiche sono “La breve stagione” (Quaderni di Ad Libitum, Urbino, 1967), “Il tempo differente” (Sciascia, Caltanissetta- Roma, 1974), “L’urlo della mente” (Vallecchi, Firenze, 1977), “Nascere nel ’40” (Shakespeare and Company, Milano, 1981), “Passaggio di sequenza” (Cappelli, Bologna, 1986), “I luoghi persi” (Einaudi, Torino, 1994), “Nel tempo che precede” (Einaudi, Torino, 2002), “L’albero delle nebbie” (Einaudi, Torino, 2008). Nel 1999 per I quaderni del battello ebbro (Porretta Terme, 1999) è uscita l’antologia “Per tempi e luoghi” curata da Manuel Cohen che ha anche scritto il saggio introduttivo. È anche autore di tre romanzi, “L’uomo delle Cesane” (Camunia, Milano, 1994), “L’estate dell’altro millennio” (Marsilio, Venezia, 2001) e “Olimpo” (Avagliano, 2006), di due opere di critica: “L’ambigua presenza” (Bulzoni, Roma, 1980) e “Sul limite d’ombra” (Cappelli, Bologna, 1989). Ha curato insieme a Fabio Doplicher l’antologia di poesia italiana del secondo novecento Il pensiero, il corpo (Quaderni di Stilb, Roma, 1986).  Ha realizzato un lungometraggio, “L’età breve” (1969-70), tre film-poemi e quattro “rappresentazioni visive” su altrettanti poeti per la televisione. È stato tradotto in spagnolo e inglese. È presente anche in numerose antologie italiane e straniere e tra i premi vinti ricordiamo il Camaiore, il Penne, il Caput Gauri, l’Insula Romana, il Mastronardi, il Piccoli, il Frascati. Tre testi filmici “L’età breve”, “Nel dopostoria” e “Sulle Cesane” insieme a numerosi interventi sulla sua opera cinematografica, sono usciti nel volume “Cinema e poesia” (Cappelli, Bologna, 1985) a cura di Gualtiero De Santi. Attualmente dirige la rivista «Pelagos».

Massimo Raffaeli è nato nel 1957. Filologo e critico letterario, scrive sul quotidiano «il manifesto» e su numerose riviste specializzate. Ha curato testi di autori italiani (Carlo Betocchi, Alberto Savinio, Massimo Ferretti, Primo Levi) e versioni di scrittori francesi (fra cui Zola, Artaud, Céline, Crevel, Genet, Duvert). Parte della sua produzione è raccolta nei volumi “El vive d’omo (Scritti su Franco Scataglini)” Transeuropa, 1998; “Appunti su Fortini”, L’Obliquo, 2000; “Questa siepe”, Il lavoro editoriale, 2000; “Il canto Magnanimo. A colloquio con Umberto Piersanti”, peQuod, 2005, “Don Chisciotte e le macchine. Scritti su Paolo Volponi”, peQuod, 2007.

David Riondino: toscano, classe 1952, ha lavorato dieci anni a Firenze alla Biblioteca Nazionale. Artisticamente nasce con la generazione dei cantautori degli anni Settanta: pubblica dischi e compone canzoni in quegli anni abbastanza conosciute, come “La canzone dei piedi” e “Ci ho un rapporto”. Giovanissimo (1975) debutta al teatro Zelig di Milano e comincia un percorso professionale che lo porta ad esplorare quasi tutte le forme di comunicazione. In ambito musicale pubblica diversi album, fra cui “Tango dei miracoli” ormai introvabile, uscito solo in edicola con illustrazioni di Milo Manara, “Racconti picareschi” (1989), “Quando vengono le ballerine” (1995), partecipa a Sanremo in coppia con Sabina Guzzanti con la canzone “Troppo sole” (1995). Collabora come verseggiatore satirico a riviste ormai storiche come “Tango”, “Il male”, “Cuore”, nonché a “Comix” e “Manifesto”. Nel cinema dopo “Kamikazen” (1987) con Paolo Rossi, è la volta di “Cavalli si nasce” (1989), esordio cinematografico del disegnatore Sergio Staino. La sua prima regia del 1997 è “Cuba Libre” (1997). In televisione partecipa a trasmissioni innovative come “Lupo solitario”, “Fuori orario”, “Aperto per ferie”, “L’araba fenice”, fino al personaggio che più gli dà popolarità presso il pubblico del piccolo schermo, quel Joao Mesquinho, cantautore brasiliano inventato per il “Maurizio Costanzo Show”; nel 2000 e 2001 partecipa al cast della trasmissione di Fabio Fazio “Quelli che il Calcio”. Nel 2002 partecipa alla trasmissione “Velisti per caso”. Nel 2003 partecipa alla trasmissione di Rai 2 “Bulldozer”, condotta da Dario Vergassola e Federica Panicucci. Nel 2005 “Una poltrona per due” per LA 7. In questo percorso all’insegna della trasversalità Riondino ha incontrato “A tutto volume”, il programma di libri delle reti Fininvest (1992/93/94). Il teatro resta comunque la sua attività principale: dal “Romanzo Picaresco” (1989) all’esperienza con Paolo Rossi in “Chiamatemi Kowalski” e “La commedia da due lire” (1990), per continuare con “Paesaggi dopo la battaglia” (1991), “Seminario sulla verità” (1992), “O patria mia” (1993/94) con la regia di Giuseppe Bertolucci e la partecipazione di Sabina Guzzanti, Paolo Bessegato e Antonio Catania; “Solo con un piazzato bianco” (1996) recital di e con David Riondino. Gli ultimi spettacoli realizzati da Riondino rappresentano sempre di più la scelta di un teatro all’insegna della commistione di generi: “Trombettiere di Custer”, con Antonio Catania Enrico Rava e Stefano Bollani, “l’Inferno” prodotto da Magazzini con Sandro Lombardi, “La buona novella” di Fabrizio De Andrè, o ancora “Il poema di Garibaldi” dall’autobiografia in versi di Giuseppe Garibaldi. All’insegna della commistione di generi anche lo spettacolo “Dedicato a Ernesto Ragazzoni”, con letture del poeta e “Il Pittore e la modella”, spettacolo–conferenza con David Riondino e Milo Manara, con i disegni di Manara proiettati in grande schermo, l’operina “La cantata dei pastori immobili” insieme a Stefano Bollani e il recital “Fermata provvisoria”. Dal 1999 si occupa di progetti speciali con i corpi bandistici allestendo alcuni spettacoli di interesse nazionale come “La buona novella” di Fabrizio De Andrè, “Il Corsaro Nero” di Verne, “poema di Garibaldi” da realizzarsi insieme alla banda dei vari luoghi in cui si allestisce lo spettacolo. È direttore artistico di vari festival. Nel 2006 fonda “L’Accademia dell’Ottava” progetto che ha come obbiettivo il recupero della tradizione orale toscana.

Giovanni Seneca: chitarrista, compositore e cantautore ha studiato chitarra, analisi musicale e orchestrazione, diplomandosi con la lode al conservatorio di Pesaro e specializzandosi all’Ecole Normale de Musique di Parigi. Si è esibito come solista con varie orchestre tra le quali l’Orchestra della Rai, l’Orchestra Nazionale della Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestre des Concerts Lamoreux, l’Orchestre Symphonique Français, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’Orchestra Filarmonica di Udine. Ennio Morricone ha scritto per lui un concerto per chitarra e orchestra già eseguito in prima assoluta a Parigi e poi a Roma Udine e altre città e alcuni brani per chitarra e voce recitante su testi del poeta Franco Scataglini. Specializzato nell’esecuzione della musica dell’800 con strumenti originali, può vantare una delle più ricche collezioni di chitarre storiche. Dalla collaborazione con lo scrittore Gilberto Severini è nato “Margini Abitabili”, un disco di canzoni e brani strumentali in formazione acustica. Ha composto musiche per la televisione e il teatro e la pubblicità, tra cui le musiche per un recital per voce recitante e chitarra dal titolo Sangue e Gelsomini con Valeria Moriconi su poesie di Garcia Lorca, e le musiche per lo spettacolo “Casa di nessuno” per voce recitante e due chitarre con la voce e la chitarra del gruppo rock Massimo Volume, tratto da un romanzo dello scrittore Claudio Piersanti (premio viareggio 1997), e le musiche eseguite dal vivo per lo spettacolo “Aspettando il Lunedì” dell’argentino Carlos Maria Alsina con l’attore Remo Remotti.

Luigi Socci: nato ad Ancona nel 1966, dove vive e lavora come rappresentante plurimandatario. Scrittore di poesie part-time e performer testimoniale, laureato in lettere moderne presso l’Università di Bologna con una tesi su C. E. Gadda, come versificatore ha pubblicato su riviste come «Verso Dove», «La Scrittura» (pref. di A. Cortellessa), «Ciminiera», «Re:vista», «Nuovi Argomenti», «Liberazione», «Argo» ed altre e, in rete, in siti come “Nazione Indiana”, “L’ Ulisse on line” e “Re:”. Una vasta scelta di suoi testi si può leggere, con prefazione di Aldo Nove, nell’“Ottavo quaderno italiano di poesia contemporanea” (a cura di F. Buffoni, ed. Marcos y Marcos, 2004), in “Samiszdat”, antologia allegata all’Annuario di poesia 2005 (a cura di G. Manacorda, ed. Castelvecchi) e in “Venti Nuovi – Antologia della nuova poesia italiana” (a cura di A.Cortellessa, ed. Guanda). Automunito, è direttore artistico del festival di poesia “La punta della lingua”.

Gian Mario Villalta è nato nel 1959 in provincia di Pordenone. Laurea in Lettere a Bologna con una tesi sulla retorica del testo letterario e filosofico. Vive e lavora a Pordenone: insegna in un liceo ed è direttore artistico della manifestazione letteraria pordenonelegge.it. Esordisce come poeta su «Alfabeta» (n. 81, 1986, con presentazione di Antonio Porta) e in seguito suoi testi vengono pubblicati da numerose riviste, volumi collettanei e antologie (anche tradotti in francese, inglese, serbo, sloveno e olandese). Ha pubblicato i libri di poesia: “Altro che storie!”, Campanotto (Udine 1988); “Vose de Vose/ Voce di voci”, Campanotto (Udine 1995); “L’ass ingrevà de la tera/ L’asse storto della terra”, in “Cinque poeti in dialetto veneto”, in «In forma di Parole», III, 1998 nel dialetto di Visinale. In italiano: “L’erba in Tasca”, Scheiwiller (Milano, 1992); “Malcerti animali” in “Poesia Contemporanea, Terzo Quaderno Italiano”, edito da Guerini e Associati (Milano 1992); “Nel buio degli alberi”, Circolo Culturale di Meduno (Meduno 2001). Numerosi gli studi e gli interventi critici su rivista e in volume – tra questi: Andrea Zanzotto, “Le Poesie e prose scelte”, a cura di S. Dal Bianco e G. M. Villalta, “I Meridiani” Mondadori (Milano 1999); Andrea Zanzotto, “Scritti sulla letteratura”, a cura di Gian mario Villalta, Mondadori (Milano 2001). Ha pubblicato le monografie: “La costanza del vocativo”. Lettura della “trilogia” di Andrea Zanzotto: “Il Galateo in Bosco, Fosfeni, Idioma”, Guerini e Associati (Milano 1992) e “La mimesis è finita”, Mucchi (Modena 1996). Il suo primo libro di narrativa, “Un dolore riconoscente”, è uscito presso Transeuropa (Editori Associati), Milano, nel 2000. Poi è venuto il romanzo “Tuo figlio” (Mondadori) nel febbraio 2004, e un secondo romanzo, “Vita della Mia vita” (Mondadori 2006). Del 2005 è il saggio “Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea” (Rizzoli, Milano). Il volume di poesia “Vedere al buio” inaugura nel 2007 la collana “Arte poetica” dell’editore Sossella di Roma.