La Radice dell’Inchiostro – Secondo dialogo: Convivenza e contraddizione

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Su invito di Poesia del nostro tempo, abbiamo proseguito il ciclo di presentazioni de “La radice dell’inchiostro” (Argolibri 2021) con un secondo dialogo: “convivenza e contraddizione”.

Sono intervenuti Maria Borio, Dimitri Milleri, Samir Galal Mohamed, Christian Sinicco, insieme al curatore del volume, Giorgiomaria Cornelio. Il dialogo è stato moderato da Rossella Renzi.

Andato in diretta il 16 aprile sulle pagine facebook di Poesia del nostro tempo e Argo, sul canale YouTube ArgoWebTv.

«Diciamo che la poesia non ha più autorità: ha iniziato a perderla più o meno dopo il Sessantotto, quando la cultura di massa ha cambiato la cultura umanistica tradizionale e il mercato ha confinato la poesia nella nicchia. Ma vorrei chiedere: oggi che cosa ha autorità, di che cosa ci si può fidare e in che modo si può pensare di fare progetti? […] Della fiducia e di fare progetti –della cura per la vita– l’essere umano ha biologicamente bisogno.» (Maria Borio)

«Non posso accettare in toto l’idea che la poesia sia inutile o illegittima, poiché non posso accettare che lo siano le ricerche di un’esatta articolazione di sé, di un contatto non stereotipato con l’altro e dei mezzi per (ri)trovare un entusiasmo operativo nei confronti del mondo.» (Dimitri Milleri)

«Un’espressione a un tempo provvisoria e persistente: provvisoria nella misura in cui il segno impresso resisterà sul foglio, e nella misura in cui quel foglio gli resisterà e resisterà al tempo; persistente tanto quanto la possibilità, per noi, di poter osservare –ancora– quell’immagine, su carta e online, conservata in un catalogo materiale, caricata in un archivio digitale.» (Samir Galal Mohamed)